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Cronologia di Grisignana

La storia di Grisignana incomincia come sede di un castelliere preistorico, proprio come uno di quelli che si trovava nella zona circostante come ad esempio Santa Croce, più tardi Bercenigla presso Piemonte d’Istria e Gomilla presso Sterna. GRISIGNANA diventa più tardi fortezza romana intorno alla quale si innalzano ville romane. Di ciò non testimoniano soltanto le rivenute testimonianze scritte come i mosaici o il denaro, ma anche i luoghi come Fineda, Salteria e Vetta Romana.



Grb Grožnjana kroz povijest na dnu:Službena, suvremena heraldička oznaka Grožnjana

La colonizzazione romana del II secolo a.C. era preceduta dall’occupazione da parte di vari popoli celtici e illirici, di cui i più famosi erano i Iapodi, i Liburni e gli Istri. La penisola prese il nome proprio da questi ultimi. L’ultimo re degli Istri, Epulone, passò sicuramente con il proprio esercito attraverso questi luoghi, siccome vicino a Basovizza vinse la battaglia contro i Romani nella cosiddetta II guerra istriana del 178 a.C.

Con i rinforzi ricevuti nel 177 a.C., i Romani cacciarono gli Istri fino a Nesazio. Dopo l’assedio di Nesazio, che vide la sconfitta degli Istri, Epulone si tolse la vita. Era questa la fine della millenne amministrazione degli Istri sull’Istria, poiché è da allora che inizia il periodo della dominazione straniera sulla penisola istriana.

L’Impero romano d’Occidente crollò nel 476 e la lunga colonizzazione romana fu portata avanti dal

Regno ostrogoto con sede a Ravenna. Gli Ostrogoti sono stati respinti dall’Impero bizantino che in questa regione governò fino al 788, cioè fino all’arrivo dei Franchi con a capo Carlo Magno. Il governo dei franchi nell’Istria rafforzò i rapporti feudali basati sul principio vassallo a cui era soggetta anche GRISIGNANA. Dopo la morte di Carlo Magno nel 814, approfitta dei conflitti interni legati all’eredità della corona l’imperatore tedesco Ottone I che vinse l’Impero italico. Siccome l’Impero comprendeva anche l’Istria, gli imperatori tedeschi vi governarono fino al XIII secolo. 


Nel periodo del feudalesimo GRISIGNANA appare per la prima volta nei documenti scritti in un atto di donazione del 1102 del marchese Ulrich II e sua moglie Adelaide, con il quale il “castrum Grisiniana” viene concesso ai patriarchi di Aquileia. Dal 1102 al 1358, quando cade sotto l’autorità di Venezia, Grisignana vive turbolenti avvenimenti, poiché i rapporti vassalli permettevano al tempo la sua frequente transizione da una mano feudale all’altra. 

Vicardo I di Pietrapelosa governò su GRISIGNANA nel 1238. Nel 1286 suo figlio Vicardo II restituisce la cittadella di GRISIGNANA come compenso di guerra al patriarca Raimondo in cambio di Salise. Anche se nella guerra contro Venezia era schierato al lato del patriarca, nel 1287 Vicardo II passa improvvisamente al lato dei veneziani e dona loro la cittadella di GRISIGNANA, restituita dopo la guerra ai legittimi proprietari di Pietrapelosa.

Dopo la morte di Vicardo II, suo figlio Pietro eredita GRISIGNANA nel 1329, e dal 1352 è in possesso del figlio di Pietro - Nicola. Nel frattempo, dopo la morte di Pietro di Pietrapelosa nel 1339, GRISIGNANA viene restituita al Patriarcato di Aquileia che la consegna ai nobili Friulani di Castello. Ulrich di Raifenberg entrò in possesso di Grisignana nel 1354, e nel 1358, a causa dei debiti che doveva saldare, la vende a Venezia per 4000 ducati. Venezia ha governato su Grisignana dal 1358 fino alla caduta nel 1797. L’arrivo di Venezia è anche la fine del feudalesimo per la cittadella di Grisignana. Essa diventa così comune amministrato dal sindaco della città (podestà), eletto dapprima tra i nobili veneziani, e dal XVI secolo tra quelli di Capodistria. Il sindaco veniva rieletto ogni 16 mesi, poiché questa era la regola per i comuni marittimi. Egli era anche il Capitano del Pasenatico fino all’abolizione della figura del Capitano nel 1394. Dopo San Lorenzo in cui nel 1304 era fondato il primo Capitanato del Pasenatico, GRISNIGNANA era il secondo Capitanato del Pasenatico. 

 

Dal 1356 la sede temporanea del secondo Capitanato del Pasenatico si trova a Umago, ma nel 1359 quando Pietro Dolfin fu trasferito da Umago e diventa sindacodi Grisignana, viene trasferita anche la sede del Capitanato del Pasenatico. Dopo il trasferimento della sede del capitanato a Raspo nel 1394, furono aboliti quelli di San Lorenzo e di Grisignana.

Fin dall’inizio dell’amministrazione veneziana, Grisignana fu gestita in base allo Statuto, ma l’antico Statuto del 1358 non è

stato conservato. Tuttavia, quello del 1558 è completamente conservato e ci porta preziose informazioni sul sistema giuridico e

sulla storia di Grisignana durante l’amministrazione veneziana. Lo statuto è suddiviso in quattro libri. Il primo libro comprende 14

 

sezioni ed elabora i tribunali (Delli Giudicii). Il secondo libro affronta in 88 sezioni i trattati ed altri atti extragiudiziali (De Contratti ed altri atti extraiudiciali). Il terzo libro esamina i testamenti in 16 sezioni (De Testamenti et ultime Volonta). Il quarto libro, diviso in 41 sezioni, tratta i delitti e le pene (De delitti et pene). 

Il vecchio Statuto di Grisignana cessa di essere valido al momento dell’entrata in vigore del Codice Napoleonico, che abolisce la suddivisione feudale territoriale in città, feudi e baronie, nonché tutti i privilegi feudali, tra cui anche quindici confraternite ecclesiastiche, quante esistevano nell’area di Grisignana. Con la caduta di Venezia nel 1797 segue per GRISIGNANA la prima occupazione austriaca fino al 1805, con la successiva occupazione francese che durò fino alla caduta definitiva di Napoleone nel 1815. Nell’ambito dell’impero austriaco, dal 1815 al 1918, GRISIGNANA vede passare diversi status amministrativo-territoriali.

Nel 1832 GRISIGNANA era un comune costituito da quattro comuni più piccoli: GRISIGNANA, Berdo, Castagna e Villanova, e nel 1853 ottiene lo status di comune locale con cinque comuni fiscali: GRISIGNANA, Crassizza, Cuberton, Villanova e Sterna. Il comune locale contava 2825 abitanti. Con la successiva riforma, il comune locale di GRISIGNANA comprende i seguenti comuni fiscali - Castagna, Cuberton, GRISIGNANA, Piemonte d’Istria e Sterna, e nel 1886 contava in tutto 3603 abitanti.

Il comune di Grisignana entra nel nuovo secolo con 1589 abitanti situatisi all’interno delle mura di Grisignana, vale a dire un totale di 3800 abitanti sul territorio dell’intero comune. Nel 1910 GRISIGNANA contava 1658 abitanti, ovvero 4028 sul territorio dell’intero comune. Questi dati restano perlopiù invariati fino alla seconda guerra mondiale. Nella seconda metà del XIX secolo GRISIGNANA diventa un centro intensamente concentrato sulla cultura. 

In essa si trovano la sede del sindaco (il podestà), l’ufficio postale, la Società di mutuo soccorso degli operai, la banda di ottoni, la scuola popolare maschile e femminile, la casa di assistenza per ragazze povere e un ramo della società Pro patria che promuoveva la lingua italiana come prevalente nella città.

In base alle disposizioni segrete del Patto di Londra tra l’Italia e la Triplice intesa nel 1915, dopo la prima guerra mondiale l’Istria cade sotto l’amministrazione Italiana. Nel 1922 in Italia viene formato il governo fascista guidato da Mussolini che nell’elezione del 1924 vince la maggioranza dei voti, e nel 1926 viene introdotta la dittatura aperta e abolite tutte le istituzioni del governo democratico.

Questo segna l’arrivo di tempi difficili per GRISIGNANA, particolarmente per i piccoli contadini le cui proprietà venivano sottratte a frequenti aste. Queste proprietà venivano poi date a latifondisti italiani o ad appena costituite associazioni che attuavano la politica del governo fascista, come lo era l’Ente per la ricostruzione agricola delle tre Venezie, fondato nel 1931. Durante l’Italia, GRISIGNANA mantiene lo status di comune comprendente Castagna, Piemonte d’Istria, Sterna, Cuberton e Vergnacco. Il Comitato di Liberazione Nazionale locale opera a Grisignana dal 1945 al 1947. Nel 1947 i Comitati di Liberazione Nazionale furono convertiti in Comitati Nazionali. Il Comitato popolare distrettuale dell’Istria adotta nel 1952 la decisione sulla riorganizzazione dei comitati nazionali e GRISIGNANA diventa così uno dei sei comitati nazionali comunali nella regione di Buie. Nel 1955 viene introdotto un nuovo sistema comunale. GRISIGNANA diventa nuovamente Comitato Nazionale locale nell’ambito del comune di Buie. Mediante le modifiche costituzionali del 1963, GRISIGNANA diventa Comunità locale, dapprima nell’ambito del comune di Buie, escluse Cittanova e Umago che nel 1975 si unirono in un unico comune. GRISIGNANA resta Comunità locale fino al 1993, ovvero fino al ripristino del comune.

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